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La BCE vuole tassare i Bitcoin

6 gennaio 2018 - Criptovalute, News
La BCE vuole tassare i Bitcoin

Il 2017 è stato l’anno del Bitcoin, quello nel quale la moneta virtuale è cresciuta di più e anche quello nel quale tutti si sono accorti, a vario livello, di questa vera e propria rivoluzione, avendone tuttavia spesso una visione parziale e distorta.

Era piuttosto inevitabile quindi che anche la politica e l’economia iniziassero a guardare al Bitcoin e a fare le loro proposte, spesso piuttosto insulse.

Di recente Ewald Nowotny, governatore della Banca Centrale Austriaca e vero e proprio “falco” del rigore in seno alla BCE (la Banca Centrale Europea), è tornato a invocare una stretta sulla criptovaluta considerata uno strumento speculativo e per il riciclaggio di denaro sporco. Si chiedono insomma più regole, ma il Bitcoin è nato proprio per essere anonimo, sicuro ed indipendente dalle Banche.

Pochi giorni fa anche Bruno Le Maire, ministro delle Finanze francese, ha sollevato la questione dichiarando di volerla portare al G20 di aprile.

Per Stefan Kreuzcamp, capo degli investimenti di Deutsche Bank, l’adozione di una regolamentazione per il Bitcoin e le altre nuove valute è solo una questione di tempo.

Il dibattito è aperto e naturalmente chi apprezza veramente i Bitcoin non vuole una stretta normativa, vista come una gabbia per una moneta nata e cresciuta all’insegna della libertà.

Ci sono per fortuna anche voci fuori dal coro, come quella di Fabio Panetta, vice direttore di Banca d’Italia, che ha dichiarato che «gli scambi in BTC avvengono al di fuori del mercato, un’azione legislativa nazionale finirebbe per essere inefficace».

Il tema è globale e molto delicato, la decisione è politica, gli aspetti tecnici di non facile soluzione. Di certo le criptovalute caratterizzeranno sempre più l’economia e sono destinate ad entrare a vari livelli nelle nostre vite, lo scontro con l’economia tradizionale era inevitabile e forse si consumerà presto. Prevedere chi avrà la meglio è veramente molto complesso.